Storia e Arte : Castelvetro

 

 

Palazzo Comunale

 

 
La facciata del Palazzo Comunale chiude  Piazza Roma dal lato sud.
Anticamente noto come Palazzo del Secondogenito, fu abitato fino all’età napoleonica, da un Rangone – l’ultimo rampollo di questa nobile famiglia ad averlo occupato  fu Gherardo –.
Intorno alla metà del XVIII sec. fu ristrutturato: fu ricavato l’atrio d’ingresso, fu rifatta la scala e furono sistemate le finestre.

Destinato, nel 1838, da Francesco IV Duca di Modena, a residenza estiva del Collegio-Convitto Santa Chiara dei Padri Gesuiti, vi furono eseguiti lavori importanti per renderlo adatto alla nuova funzione.
In particolare, come si legge in un manoscritto, datato 1897,  rinvenuto nel “Fondo Crespellani”, presso la Biblioteca Estense di Modena, a firma F.B. (autore che dichiara di avere raccolto testimonianze dai vecchi abitanti di Castelvetro e di non assumersi la responsabilità di quanto scrive), “venne, esso Palazzo, a sue spese alzato di un piano e costruite di pianta due lunghe ali a mezzodì per le cellette dei Convittori, restando un ampio cortile nel mezzo. A tale uso rimase fino all’anno 1859. Nell’anno 1875 il Comune di Castelvetro acquistò detto stabile ed in seguito poi vi allogò i propri uffici. Detto locale per tre anni servì in estate ad uso di villeggiatura; cioè per un anno al Collegio dei Barnabiti di Parma e per altri due alla Scuola Militare di Modena.
Nel 1879 vennero demolite le tre arcate che mettevano in comunicazione il detto Palazzo col fabbricato di fronte detto la Rocca. (…) Nell’anno 1876 di Settembre venne abbattuta la porta ed un piccolo tratto di mura, onde rendere più comoda l’entrata in Castello”
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Una prima ristrutturazione del Palazzo, per renderlo adatto alle nuove funzioni di residenza municipale, fu seguita, nel 1937, da un’altra  sistemazione, “in stile”, della facciata  per armonizzarla con le linee architettoniche della Piazza.
Nel Marzo del 1937 venne concessa al Comune di Castelvetro “la facoltà di usare un gonfalone comunale” (cfr. Documento relativo nell’Archivio Comunale).